Comitato Permanente per il Rinnovamento Liturgico nella Fede

 

“C’è bisogno  come minimo di una nuova consapevolezza liturgica che sottragga spazio alla tendenza a operare sulla liturgia come se fosse un oggetto della nostra abilità manipolatoria.

 

La cosa più importante oggi è riacquistare il rispetto della liturgia e la consapevolezza della sua non manipolabilità. Reimparare a riconoscerla nel suo essere una creatura vivente che cresce e che ci è stata donata, per il cui tramite noi prendiamo parte alla liturgia celeste.

 

Questa, credo, è la prima cosa: sconfiggere la tentazione di un fare dispotico, che concepisce la liturgia come oggetto di proprietà dell’uomo, e risvegliare il senso interiore del sacro. Tutto  ciò deve essere preceduto da un progetto educativo che argini la tendenza a mortificare la liturgia con invenzioni personali.

 

Per una retta presa di coscienza in materia liturgica è importante che venga meno l’atteggiamento di sufficienza per la forma liturgica in vigore fino al 1970. chi oggi sostiene la continuità con questa liturgia viene messo all’indice; ogni tolleranza viene meno a questo riguardo. Nella storia non è mai accaduto niente di questo genere; così è l’intero passato della Chiesa ad essere disprezzato.


Come i può confidare nel suo presente se le cose stanno così? Non capisco nemmeno, ad essere franco, perché tanta soggezione, da parte di molti confratelli Vescovi, nei confronti di questa intolleranza, che pare essere un tributo obbligato allo spirito dei tempi e che pare contrastare, senza un motivo comprensibile, il processo di necessaria riconciliazione all’interno della Chiesa.

 

Oggi il latino nella Messa ci pare quasi un peccato. Ma così ci si preclude anche la possibilità di comunicare tra parlanti di lingue diverse che è così preziosa in territori misti. Se nessuno sa più nemmeno cosa significhi “Kyrie”o “Gloria” allora sui è verificato un depauperamento culturale e il venir meno di elementi comuni. Ci dovrebbe anche essere una parte recitata in latino che garantisca la possibilità di ritrovarci in qualcosa che ci unisca.”

 

(Benedetto XVI – Teologia della Liturgia - Opera Omnia )

 

Cosa facciamo

Il “Comitato Permanente per il Rinnovamento Liturgico nella Fede” è impegnato nella formazione e nell’informazione in materia di sacra Liturgia nonché nella promozione di iniziative volte a perseguire un autentico rinnovamento della medesima, attraverso la fede e nel segno della tradizione, con spirito ecclesiale ed in osservanza ai dettami del Concilio Ecumenico Vaticano II. 

 

In particolare il Comitato, si prefigge di studiare, approfondire e divulgare il concetto di “sacralità” della Liturgia, concetto talmente insito nella medesima al punto di risultarne inscindibile. 

 

Il Sodalizio, attraverso la propria struttura, si propone inoltre di verificare eventuali storture esistenti in ambito liturgico, rilevando ogni e qualsiasi forma di scostamento fra i dettami conciliari e la loro applicazione nella prassi contemporanea. 

 

Il Comitato che è autonomo ed indipendente, si ritiene estraneo alle dispute ermeneutiche in atto fra tradizionalisti e progressisti liturgici che ritiene dannose e controproducenti; il suo unico obiettivo è volto a far sì che la Liturgia si riappropri del vero ruolo che le compete, nel segno della mistica sacralità che la contraddistingue. 

 

Referenti

Coordinatore:

 

Dott. Angelo Pellicioli

 

Cattolico osservante.

 

Commercialista e laureato in materie giuridiche è pure giornalista pubblicista.

 

Ha  scritto libri in materia di finanza pubblica, pubblica amministrazione, sociologia, storia e tradizioni,  ed ha anche pubblicato una raccolta di sue poesie.

 

Appassionato e studioso di sacra Liturgia ha dato alle stampe, nel 2014, due opere sull’argomento: “A proposito di Liturgia” e “Salmi - Liturgia per il nostro tempo”, editi da Fede & Cultura – Verona.

 

Sempre con la medesima casa editrice ha pubblicato nel 2017 altre due opere concernenti la sacra Liturgia: “Rinnovare la Liturgia nella Fede” e “Liturgia e Apostolato dei Laici nella Chiesa”.

 

Nel 2018 ha pubblicato l’opera letteraria “Fonti bibliche dell’arte sacra” (Edita da Fede & Cultura – Verona).

 

Nel 2020 ha pubblicato l'opera letteraria "La Liturgia è ancora sacra?" (Edita da Fede & Cultura - Verona).

 

E’ stato ideatore nonché primo promotore del “Comitato Permanente per il Rinnovamento Liturgico nella Fede” – C.P.R.L.F. -, del quale ha assunto, in atto costitutivo, la carica di coordinatore.

 

E’ profondo assertore della “sacralità” quale caratteristica primaria ed inscindibile della Liturgia, secondo l’assunto:  “Tota sacramentorum santificatio a Christo derivatur” -  “tutto ciò che trova santificazione, nei sacri  riti,  deriva direttamente da Cristo”.

 

In forza di ciò si prefigge, coordinando il Comitato, di riportare le celebrazioni liturgiche alla sacralità ed al misticismo che compete loro, ponendo in essere una costante azione formativa ed informativa che evidenzi, nel contempo, gli scostamenti emergenti nella celebrazione dei sacri riti fra i dettami conciliari e la prassi attuale.

 

Persegue tale intendimento precisando che il C.P.R.L.F. si dichiara estraneo e per nulla interessato ad ogni e qualsiasi disputa ermeneutica in essere fra tradizionalisti e progressisti liturgici, che ritiene sterile, inutile e dannosa allo scopo che il Sodalizio si prefigge di raggiungere.

 

Per la sua competenza e preparazione in campo liturgico  ha ricevuto mandato da parte di Sua Eminenza Card. Raymond Leo Burke,  Prefetto emerito della Segnatura Apostolica del Vaticano e attuale “Cardinalis Patronus” del Sovrano Militare Ordine di Malta, per esercitare l’azione formativa ed informativa concernente la sacralità liturgica presso i fedeli praticanti ed in particolar modo nei confronti  dei Cavalieri iscritti all’Ordine.

 

Gli sono stati conferiti i seguenti titoli cavallereschi:

 

-       Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

 

-      Cavaliere di Merito con Placca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

  

inoltre, per i suoi studi, ricerche e pubblicazioni nonché per l’impegno profuso in materia di sacra Liturgia è stato nominato:

 

-          Grand Ufficiale “De Jure Sanguinis” nella Categoria Nobiliare del “Reale e Militare Ordine di San Michele dell’Ala”;

 

-          Commendatore del “Reale Ordine Militare di Nostra Signora della Concezione di Vila Vicosa

 

 

 

Vice Coordinatore:

 

M° Roberto Antinolfi

 

Ha iniziato lo studio della musica all’età di 5 anni e si è diplomato al Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma dove ha studiato Composizione, Tromba e Pianoforte.

Vincitore di numerosi concorsi, ha svolto in forma continuativa attività artistica presso i più prestigiosi Enti musicali, quali: l’Accademia di Santa Cecilia, la RAI, il Teatro dell’Opera di Roma,  il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro Carlo Felice di Genova.

 

Ha svolto tournée in Europa, Stati uniti e Canada; attualmente è titolare di cattedra al Conservatorio di Musica O. Respighi di Latina.

 

Studioso e appassionato, da sempre, di musica liturgica e gregoriana ricopre la carica di Maestro di Cappella e di Organista titolare del Sovrano Militare Ordine di Malta in Italia nonché dell’Ordine costantiniano di San Giorgio; svolge, inoltre, un’intensa attività  organistica in diverse Basiliche di Roma.

 

E’ Organista ufficiale dei pellegrinaggi internazionali dello S.M.O.M. a Lourdes.

 

Ha pure suonato alla presenza di san Giovanni Paolo II e di santa Madre Teresa di Calcutta.

 

Profonde il suo impegno affinché la musica liturgica si riappropri della sacralità che le compete. 

 

 

 

Membro Consiglio Direttivo

 

Don Francesco Ferro

 

Nasce a Roma nel 1977 e, dopo il diploma di maturità scientifica, si laurea in Filosofia e Teologia alla Pontificia Università Lateranense di Roma.

 

Viene quindi ordinato sacerdote nel 2003.

 

Mentre si dedica attivamente al ministero pastorale in due parrocchie di Roma, essendo da sempre cultore appassionato di organo e composizione, assume la direzione di diverse corali capitoline.

 

Fin da bambino coltiva l’hobby delle campane; tanto che, da grande, si appassiona agli studi delle medesime al punto di coniare, per primo, il termine campanologia  definendosi, a sua volta, un campanologo.

       

Effettua studi e ricerche sulle campane pubblicando articoli e rilasciando interviste in proposito (Famiglia Cristiana, Vita Pastorale, Rubrica: La vita di Cristo nella Chiesa) e diviene anche un provetto suonatore delle medesime in concerti cosiddetti d’allegrezza.

 

Anche la stampa nazionale si occupa di lui in relazione alla sua passione ed attività campanaria, al punto che il quotidiano La Nazione lo identifica così: “La prima parola che ha imparato da piccolo  è stata campana e i genitori, per farlo star quieto, dovevano piazzare il passeggino sotto un campanile”. 

 

E’ pure un appassionato cultore della Liturgia nonché studioso dei cerimoniali concernenti il rito straordinario. Capitandone l’occasione non manca di assistere, in qualità di cerimoniere, ai solenni Pontificali celebrati con tale rito, al punto di essere definito dalla stampa in grado: “…di proporre in modo vivo ed originale un soggetto estremamente tradizionale e di cui si è scritto molto in tempi passati e recenti; lui “campanologo” di nome e di fatto, è riuscito in quest’impresa”.

 

Svolge oggi il suo ministero sacerdotale, come parroco, in una parrocchia nella diocesi di Isernia e, come docente, nelle scuole secondarie di Roma.

 

In data 9 Luglio 2017 è stato nominato Cavaliere di Grazia Ecclesiastico in seno al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dove ha assunto il ruolo di Cappellano della Delegazione di Abruzzo e Molise.

 

 

 

Atto costitutivo

Statuto del Comitato